domenica, 13 dicembre 2009

 

Ricordo alcuni Eoni di anni fa, quando ancora l’aria era profumata di Aromi e di Veri, e l’Acqua dei piccoli torrentelli, nelle campagne intorno Firenze era limpida e cristallina, come un dipinto di Leonardo, mentre osservavo il volo arabescato dei Calabroni e quello impalpabile delle Farfalle, una parte della mia mente, si dissociava e complice la mia mano destra cercavo di afferrare il guizzo veloce dei raggi del sole, in un fantastico gioco tridimensionale, nel quale mi sono intestardito per anni, ma l’Entità solare riusciva sempre o quasi a sgusciarmi fra le dita. Ho vinto solo alcune volte, complici alcuni nuvoloni Estivi, con cui mi alleavo barando al Gioco della Quarta Dimensione. Devo dire a mia discolpa, che rilasciavo di nuovo libera l’Entità Luminosa al riapparire dei Raggi Solari. Non me ne voglia Stallman, se oltre a avere nei suoi riguardi ammirazione incondizionata per tutto il Codice, che a scritto o reindirizzato, ma come creatore di codici sorgente alternativi a mia volta e come utilizzatore di software libero da decenni, devo confessare, che mi ha sempre colpito l’ingenuità filosofica sua e di molti miei colleghi, nel credere, per il solo fatto, che il nuovo Atteggiamento delle aziende informatiche più importanti (Queste, non distribuiscono più il codice sorgente dei loro programmi per evitare la loro copiatura e non consentono, quindi, ai loro utilizzatori, l'adeguamento alle proprie esigenze e il miglioramento di funzionalità e prestazioni), determinerà la nascita di un nuovo comparto industriale, caratterizzato ieri e oggi da fatturati annui dell'ordine del miliardo di dollari, e per questo anche il benessere per milioni di famiglie, ma siamo anche d’accordo che tutto questo avrà pesanti implicazioni negative come chiaramente intuito da Stallman e noi tutti. Il condizionamento del progresso scientifico e tecnologico, l'inutile duplicazione di sforzi da parte di aziende concorrenti per realizzare gli stessi prodotti, danni gravi alla formazione per l'impossibilità di studiare le funzionalità e la struttura del software in assenza del codice sorgente. Penso anche, per il solo fatto di essere in grado di creare ex novo una facoltà in cui in un anno accademico potrei istruire e rendere operativi Ingegneri Informatici con in se i codici di aggiornamenti futuri, non mi sento né il dovere né tanto meno il diritto di farlo. Un caro Professore di matematica, oggi passato a miglior vita, di cui frequentavo la casa (La moglie era cugina di mia madre) mentre spolverava la sua biblioteca in cui facevano bella mostra le sue le sue numerose pubblicazioni, smise di farlo e guardandomi fisso, mi disse caro Dei siamo sicuri che avere svelato agli uomini, che il Sole Sorge, anche, se i Sacerdoti dei Faraoni, all’Alba, non battono le mani. Oggi sono invece convinto che Stallman sia molto vicino al trionfo delle sue idee. Sono molto ottimista, per le molte ed eccezionali novità: l'esplosione di Internet, strumento basilare per la comunità dei liberi programmatori; la maturata importanza delle tecnologie “soffici” riguardo a quelle “dure”; le iniziative dei governi dei paesi più avanzati, compreso il nostro; l'interesse che tutte le multinazionali dell'informatica e delle telecomunicazioni, e la crescita esponenziale delle conoscenze ha portato all'esplosione della complessità informatica alternativa che ha reso sempre più difficile per le multinazionali del software, la ricerca di menti creative non libere. Oggi il patrimonio collettivo del software libero è molto più ingente di quello del software “proprietario”. Il gioco continua a essere del tipo: “L’Asso prende tutto”, ma oggi “L'Asso” è il mondo della collaborazione. Collaborare è più Importante che competere. Un nuovo modello di sviluppo basato sulla Fratellanza è oggi possibile, non soltanto per una scelta razionale dell'umanità, ma anche in virtù delle conseguenti trasformazioni radicali delle regole dell'economia mondiale. Livio Dei

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categoria:progettualitĂ 
martedì, 16 giugno 2009

I have known far once you in, sounds of harps

and trains toward Vienna started.

Lights of stations and to chase each other

of shades on the car windows.

Gilded frogs and redingotte of black perfumed,

drowsiness and molts words softly whispered.

Distracted thoughts in an universe without tomorrow.

Frozen eternity, in a game of blue mirrors, what they shine

in to shatter in in thousand reverberations of senseless

grapevine, in a sky of silvered cobalt.

As you are more distant of the americhes, now

that ours to meet is ended, and I am by now only forever,

as a veliero without helmsman in a livid dawn in autumn.

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categoria:poesia
martedì, 02 giugno 2009

Lunghe sono le notti vellutate di miraggi, fra le mura d’Almada,

mentre sogno l’inguine scuro della mia donna scomparsa.

Il canto dei beduini, risuona come un lamento senza tempo.

I ricordi si rincorrono come cerchi, di Ginnaste senza volto.

Mi scalpella il cuore, come punta di diamante, la tua lontananza.

Desidero i tuoi seni duri come sabbia di fornace,

levigati come pietre di mare, teneri come gocce di rugiada.

Ma i ricordi s’infrangono all'alba, contro la darsena di basalto, del porto.

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categoria:poesia
lunedì, 01 giugno 2009

In punta di piedi  come sei sempre vissuto e con coraggio,

te ne sei andato per sempre, in una notte chiara di maggio.

Tiepida era la notte, il merlo, prima del gallo, stava per cantare,

e ti sei sdraiato per sempre ai piedi del cedro addormentato.

La sera prima ti sei soffermato tutto e tutti a  guardare,

con uno sguardo triste di chi da solo, sta per l’ultimo viaggio affrontare.

Ti ricordo amico mio, quando, per la prima volta ci siamo veduti,

eri un piccolo batuffolo di lucido pelo e ci siamo subito bene voluti.

Ti ricorderò sempre, tu che ormai sei felice in un mondo lontano,

E spero di incontrarti ancora nella lunga valle del tempo,

che scivola come sabbia di seta, fra le dita strette, di una mano.

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venerdì, 13 febbraio 2009

Finchè cresceranno i Glicini robusti,

voi sarete come loro risoluti.

Forti come, montagne di basalto.

Solari, come un raggio di luna,

in una notte buia di Novembre.

Vigorosi come i germogli a Primavera.

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categoria:poesia, arte
lunedì, 01 dicembre 2008

Ti ho conosciuta in un tempo lontano,

suoni di arpe e  treni verso Vienna avviati.

Luci di stazioni e rincorrersi di ombre sui finestrini.

Alamari dorati e redingotte di nero profumate,

dormiveglia e mute parole dolcemente sussurrate.

Pensieri distratti in un’universo senza domani.

Eternità congelate, in un gioco di specchi azzurri

che brillano nel frantumarsi in mille riverberi di

vite senza senso, in un cielo di cobalto argentato.

Come sei più lontana delle americhe, ora

che il nostro incontrarsi è finito e sono ormai

solo per sempre, come un veliero senza nocchiero

in un’alba livida d’autunno.

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categoria:poesia
martedì, 25 novembre 2008

Le ombre della sera si allungano come magiche
statue Etrusche, dai riflessi verderame argentato
fino a ricoprire tutto di un velo scuro.
Dal porto si sente ritmico e sordo lo sciabordare
delle piccole onde contro la banchina della
darsena come un leggero sussurro del mare prima
del dormiveglia della notte.
Sulla spiaggia, una bottiglia di plastica, con il collo tinto
di rossetto, rotola avanti e indietro, stretta fra le cabine,
con un suono ritmico cupo da tamburo tribale.
Sbuffi di bora sfilacciano filiformi nuvole argentate,
contro un cielo rossastro di fine novembre.
Una porta semiaperta, lascia scorgere una giovane donna
nell’attesa del compagno, che barcollando sta per rientrare.
Ma vuoto è il nido del cuculo, senza anima né tempo.

 

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categoria:mare, poesia, arte
martedì, 05 agosto 2008

Cappe di lune, Cappe di Ragnatele, Cappe di Sogni ,

Cappe di Mare, Cappe di Piombo.

Ormai i Tempi sono immobili.

L’ultimo sole è alle porte degli universi senza domani.

Risuona di voci inudibili la clessidra del tempo.

Il ramarro riposa addormentato sognando meriggi assolati,

e il tempo sta per fermarsi.

Tutto è fermo, immota è la piuma d’alabastro

nell’aria vuota di sogni . Il melograno pensa

immobile in un cielo di cristallo viola.

L’indice fusiforme scioglie i neri capelli contro la fronte,

aggrottata di scaglie di luna.

Il ventre di donna pulsa in attesa di donarsi come una fontana assetata.

I figli ancora non nati pensano giostre dorate.

Si infrange lieve e priva di suono la risacca argentata,

mentre le ombre si allungano fino a dolcemente

morire dentro il mare, e un solitario gabbiano si dondola lieve,

incurante del tempo che passa.

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lunedì, 09 giugno 2008

Rosso timone verso il nulla drizzato

occhi fissi, antichi senza tempo

dondola la barca alla deriva

solo ricordi senza domani.

uno scoglio verdastro, un urto ovattato

poveri corpi abbandonati sul mare,

mentre le sirene si senton lontane.

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categoria:poesia
domenica, 09 marzo 2008

Apri le ali, non strisciare, vola

e non voltarti mai,

vai e vola verso la libertà.

Non arrenderti mai e vola

Vaga lungo il sentiero delle stelle,

anche se sarai perdente, non voltarti mai.

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categoria:poesia