martedì, 16 giugno 2009

I have known far once you in, sounds of harps

and trains toward Vienna started.

Lights of stations and to chase each other

of shades on the car windows.

Gilded frogs and redingotte of black perfumed,

drowsiness and molts words softly whispered.

Distracted thoughts in an universe without tomorrow.

Frozen eternity, in a game of blue mirrors, what they shine

in to shatter in in thousand reverberations of senseless

grapevine, in a sky of silvered cobalt.

As you are more distant of the americhes, now

that ours to meet is ended, and I am by now only forever,

as a veliero without helmsman in a livid dawn in autumn.

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categoria:poesia
martedì, 02 giugno 2009

Lunghe sono le notti vellutate di miraggi, fra le mura d’Almada,

mentre sogno l’inguine scuro della mia donna scomparsa.

Il canto dei beduini, risuona come un lamento senza tempo.

I ricordi si rincorrono come cerchi, di Ginnaste senza volto.

Mi scalpella il cuore, come punta di diamante, la tua lontananza.

Desidero i tuoi seni duri come sabbia di fornace,

levigati come pietre di mare, teneri come gocce di rugiada.

Ma i ricordi s’infrangono all'alba, contro la darsena di basalto, del porto.

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categoria:poesia
lunedì, 01 giugno 2009

In punta di piedi  come sei sempre vissuto e con coraggio,

te ne sei andato per sempre, in una notte chiara di maggio.

Tiepida era la notte, il merlo, prima del gallo, stava per cantare,

e ti sei sdraiato per sempre ai piedi del cedro addormentato.

La sera prima ti sei soffermato tutto e tutti a  guardare,

con uno sguardo triste di chi da solo, sta per l’ultimo viaggio affrontare.

Ti ricordo amico mio, quando, per la prima volta ci siamo veduti,

eri un piccolo batuffolo di lucido pelo e ci siamo subito bene voluti.

Ti ricorderò sempre, tu che ormai sei felice in un mondo lontano,

E spero di incontrarti ancora nella lunga valle del tempo,

che scivola come sabbia di seta, fra le dita strette, di una mano.

postato da: liviodei alle ore 07:34 | Permalink | commenti
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venerdì, 13 febbraio 2009

Finchè cresceranno i Glicini robusti,

voi sarete come loro risoluti.

Forti come, montagne di basalto.

Solari, come un raggio di luna,

in una notte buia di Novembre.

Vigorosi come i germogli a Primavera.

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categoria:poesia, arte
lunedì, 01 dicembre 2008

Ti ho conosciuta in un tempo lontano,

suoni di arpe e  treni verso Vienna avviati.

Luci di stazioni e rincorrersi di ombre sui finestrini.

Alamari dorati e redingotte di nero profumate,

dormiveglia e mute parole dolcemente sussurrate.

Pensieri distratti in un’universo senza domani.

Eternità congelate, in un gioco di specchi azzurri

che brillano nel frantumarsi in mille riverberi di

vite senza senso, in un cielo di cobalto argentato.

Come sei più lontana delle americhe, ora

che il nostro incontrarsi è finito e sono ormai

solo per sempre, come un veliero senza nocchiero

in un’alba livida d’autunno.

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categoria:poesia
martedì, 25 novembre 2008

Le ombre della sera si allungano come magiche
statue Etrusche, dai riflessi verderame argentato
fino a ricoprire tutto di un velo scuro.
Dal porto si sente ritmico e sordo lo sciabordare
delle piccole onde contro la banchina della
darsena come un leggero sussurro del mare prima
del dormiveglia della notte.
Sulla spiaggia, una bottiglia di plastica, con il collo tinto
di rossetto, rotola avanti e indietro, stretta fra le cabine,
con un suono ritmico cupo da tamburo tribale.
Sbuffi di bora sfilacciano filiformi nuvole argentate,
contro un cielo rossastro di fine novembre.
Una porta semiaperta, lascia scorgere una giovane donna
nell’attesa del compagno, che barcollando sta per rientrare.
Ma vuoto è il nido del cuculo, senza anima né tempo.

 

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categoria:mare, poesia, arte
martedì, 05 agosto 2008

Cappe di lune, Cappe di Ragnatele, Cappe di Sogni ,

Cappe di Mare, Cappe di Piombo.

Ormai i Tempi sono immobili.

L’ultimo sole è alle porte degli universi senza domani.

Risuona di voci inudibili la clessidra del tempo.

Il ramarro riposa addormentato sognando meriggi assolati,

e il tempo sta per fermarsi.

Tutto è fermo, immota è la piuma d’alabastro

nell’aria vuota di sogni . Il melograno pensa

immobile in un cielo di cristallo viola.

L’indice fusiforme scioglie i neri capelli contro la fronte,

aggrottata di scaglie di luna.

Il ventre di donna pulsa in attesa di donarsi come una fontana assetata.

I figli ancora non nati pensano giostre dorate.

Si infrange lieve e priva di suono la risacca argentata,

mentre le ombre si allungano fino a dolcemente

morire dentro il mare, e un solitario gabbiano si dondola lieve,

incurante del tempo che passa.

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lunedì, 09 giugno 2008

Rosso timone verso il nulla drizzato

occhi fissi, antichi senza tempo

dondola la barca alla deriva

solo ricordi senza domani.

uno scoglio verdastro, un urto ovattato

poveri corpi abbandonati sul mare,

mentre le sirene si senton lontane.

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categoria:poesia
domenica, 09 marzo 2008

Apri le ali, non strisciare, vola

e non voltarti mai,

vai e vola verso la libertà.

Non arrenderti mai e vola

Vaga lungo il sentiero delle stelle,

anche se sarai perdente, non voltarti mai.

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categoria:poesia
venerdì, 25 gennaio 2008

In un cocchio d’argento, con il suo vestito bianco

era partito, con un sigillo rosso sul cuore

forse per mai più ritornare.

Nessuno può sapere quanto fosse dolce il suo amore,

quanto fosse bello e importante poteva pensare.

Avevano pianto i pianeti e le stelle, e tutte

nell’universo le cose più belle.

Ma era solo con se stesso, nel cammino

del suo ultimo viaggio, verso un inesplorato regno

in cui alla fine si paga il pedaggio

Una farfalla priva di ali, gli fece un cenno

d’addio come ad un suo pari.

Un albero spoglio, gli lasciò il passo furtivo,

come il ciocco morto di un giovane olivo.

Ma la sua Donna non pianse nemmeno.

Pensò con noncuranza se il prossimo sabato sera,

in cui in famiglia non resta nessuno

sarebbe di nuovo tornata a trovarla

mettendo con cura il suo nuovo vestito,

con il languido occhio quel giovane bruno.

 

 

postato da: liviodei alle ore 17:23 | Permalink | commenti
categoria:poesia