martedì, 26 giugno 2007

Alte svettano nel tempo-spazio le torri orifiamma

di Camelot. Deserta è la Tavola Rotonda.I Cavalieri

del Re, non le siedono più intorno. Le Falene di Giada,

li hanno guidati nel Regnodel Tempo senza Confini.

Non odorano più, i Glicini d'Argento di Avalon.Nell'Isola

della Magia, tutto è fermo.Le Maghe non guariscono più,

le ferite degli Eroi. Non guardarmi. . . Non guardarmi

negli occhi Padre . . .Anche il settimo sigillo è caduto.

Ormai più nessuno, si para davanti all'Esercito Oscuro.

Anubis conosce il numero, dei granelli di sabbia del Mare,

capisce i Muti e ode chi tace,ma è solo di fronte

all'Ignoto. Contempla . . . guarda dall'alto, del Trono

del Drago, al di là della pagoda di Schwedagon.

 

 

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categoria:poesia
venerdì, 22 giugno 2007

davinci2024

L'acqua che tocchi de' fiumi è l'ultima di quella che andò e la prima di quella che viene, così il tempo presente. Leonardo.

Benvenuto Viandante nei tempi della Fondazione . . . Non domandare, ma crea Immagini, spogliati di ogni timore, liberati della tristezza del non essere, prendi per mano il bimbo che eri, e rivedrai ancora le albe e i tramonti, ti riapproprierai dell'incanto che crea il fantastico . . . Una magnolia di maggio, l'inguine vellutato di una donna, un cielo stellato . . . E avviati assieme a tutti i te stessi senza fermarti. Ama da uomo libero ogni domani o attimo dell'ieri . . . S'innalzerà fra le stelle il bruco con ali di farfalla, ma senza dimenticarsi, senza rinunciare alla precedente dimensione

Liberati della pesante armatura del guerriero senza paura, e avviati nudo con coraggio, verso il tuo domani con tutti i tuoi sogni intatti. La Fondazione esiste dalla notte dei tempi . . . Ha donato all'uomo l'ideazione del fuoco e della ruota, lo ha aiutato ad erigere le Piramidi. E' nell'ameba e nell'ultimo granello cosmico di energia . . . Esisterà anche quando i Tempi raggiungeranno la loro ultima soglia . . . I sentieri della creazione sono ormai segnati. Benvenuto nel suo Tempo-Spazio. L'uomo colorato - Frammento

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categoria:poesia, arte, foto, pittura
martedì, 12 giugno 2007

Ti canterò sempre, come la magnolia di maggio,

come le sirene di giada, come il bianco Unicorno di sfida. 

Canterò il tuo coraggio splendente, di fronte alle mura di Elsinore,

canterò la tua voglia di vivere, il tuo sorriso senza età.

Mentre le onde della sera si adagiano sulle rive incantate di Giacarta.

Ora l'universo ti ama, ora tutti si accorgono di te.

Ma ormai sei solo, solo come una notte senza luna,

solo come un pescatore dopo una mareggiata di novembre,

solo come un tigre senza i suoi cuccioli.

Ormai sei adagiato . . .  per sempre sulla pietra viola di Tikal.

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categoria:mare, poesia, arte, foto, pittura, rotonda
sabato, 09 giugno 2007

Avevi il sole del mattino alle spalle, 

il viso contro il cielo lucido di pioggia sottile.

Il caffè fumava nella piccola tazzina rotonda,

una goccia nera colava lenta nel piattino bianco.

Brillava di luce il tuo sorriso mentre ti avvicinavi ondeggiando.

Tutto in quell'attimo si era fermato,

anche le foglie scure dei lecci della piazza del

cerchio,

erano ferme contro la brezza immobile del mattino.

In quell'attimo ti ho persa . . .persa per sempre, nel lungo immobile domani senza finestre.

Abbiamo dimenticato, anche il ricordo dei figli,

che non saranno e che dovranno emigrare verso

persone lontane, senza il conforto del Padre.

L'esistenza era all'inizio del tempo.

Le soglie di giallo alabastro erano pronte per

essere varcate.

Tutto è diventato immobile da quel giorno . . .

immobile come un treno senza binari . . . immobile

come un fantino pieno di colori dopo un Palio

perduto . . .

Immobile come le foglie scure dei lecci, della

Piazza del Cerchio in un mattino di primavera.

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categoria:mare, poesia, arte, foto, pittura, rotonda
martedì, 05 giugno 2007
Attraverso la creazione di nuove forme noi intravediamo il ricordo di altre immagini, che hanno incantato altri lontanissimi uomini, attraverso le innovazioni e invenzioni di nuovi rapporti sentiamo invisibili radici nel passato, un riflesso di Antichità e nello stesso tempo di Universi futuribili, che stanno per essere. E' sottilissima la linea che intercorre fra l'Arte, che ha le sue Radici nella nostra Civiltà e che è d'altra parte un'aspetto intrinseco della nostra sensibilità, ed il fare, per avere soltanto sapienti parole e furbi Manufatti intorno a se. Nella creazione artistica, tutto è concreto ed immediato, perfino l'incanto, che crea il Fantastico. In questa Epoca, in cui le Menti sono volte essenzialmente alla eliminazione dei propri nemici o presunti tali, o alla sopravvivenza di una classe sociale, oppure anche di un'intera razza, appare oltremodo anacronistico e privo di senso creare opere, che hanno le intime radici nelle emozioni individuali. D'altra parte se la società o la razza sono incapaci di evolversi e di rimediare agli errori passati, e poichè il progresso nasce da un'attrazione, che il singolo individuo ha verso un futuro migliore, l'azione dell'Artista diventa obbligata. Non si può d'altra parte immaginare un messaggio fra i simili, più forte dello scoprire sentimenti comuni. L'idea di razza, classe, stato sociale, perdono il loro posto dominante, diventando moda, mentre in antitesi a tutto questo, l'emozione individuale diventa "Senso Universale". Come il gesto di un bimbo, che indicando un oggetto anonimo, ma con intensa significazione lo rende "Unico", fino all'Artista più evoluto, che crea immagini mentali, capaci di risvegliare la parte più profonda dell'inconscio collettivo, l'uno e l'altro, portano al risveglio della fantasia, che è sempre il primo passo, verso l'esperienza della partecipazione. Ogni Creazione non è altro, se non il rimanente di esperienze passate, filtrato attraverso il riconoscimento di quello, che è sopravvissuto dell'esperienza stessa, come le ceneri intatte di un cerino consumato dalla fiamma, immagine virtuale così vera e forte e nello stesso tempo così fragile, da destare sentimenti di rimpianto e commozione. Poichè sia il pittore, che per accrescere ed esternare l'idea, adoperi componenti pittorici di terre o di cromo, o il Grafico informatico usi la luce e le ombre in quantità tali, quasi da perdere ogni rassomiglianza con l'originale, creando una nuova immagine, oppure come il poeta modelli le parole per udirle risuonare nella mente, tutto questo non sarà altro, se non una sicura garanzia delle reali convinzioni dell'Autore. Ognuno di noi a causa di un certo timore per tutto ciò che è nuovo, o che può far riflettere, ed anche per una certa timidezza verso gli altri, non riesce a valicare un certo "limite", senza sentirsi indifeso, d'altra parte chi riesce a superare questa soglia e a spingersi più lontano, risveglia un sentimento di antagonismo da parte di quelle persone, che avendo accettato convenzioni, che all'apparenza fanno sembrare ben inseriti dentro il vivere sociale, ma che nella sostanza rimangono sole e disancorate dal divenire della vita, paghe solo della gioia della critica verso il diverso. Ogni essere ha dentro di se un'energia universale, che ha per il solo fatto di esistere, riserve illimitate, così il creatore occupandosi di valori umani, filtra queste forze attraverso la propria personalità e le riversa con forza e fiducia nell'opera d'arte. L'intensità del messaggio non deve inquietare o intimorire il fruitore dell'opera, la vera creazione deve essere compresa ed accettata senza pregiudizi o timore, in quanto la "vera creazione" essendo priva di convenienza, o di falsi scopi, non approfitta di casualità o leggi di mercato, ma mette in risalto istinti di fraternità e di fiducia, valori universali di positività.
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lunedì, 04 giugno 2007
Fra la Rotonda e il Tennis, c'è un Lungomare, né grande né piccolo, com'esiste a Viareggio, a Riccione, oppure a Cattolica e in tantissimi altri luoghi dell'Italia centrale. Il Lungomare, delle cui vicende, proverò a raccontare, in tempi prossimi, non è più bello o più importante, e neppure più alla moda di tanti altri Lungomari di Cittadine Balneari, ma ha una particolarità, anzi due, che lo rendono unico e irripetibile fra tutti gli altri. La prima, ne ho discusso a lungo negli anni passati con il fotografo Mario Giacomelli, e sulla qual cosa non siamo mai venuti, ad un'unica conclusione. L'uno e l'altro siamo rimasti nel tempo fedeli alle nostre tesi contrapposte. Giacomelli con la sua sicura-insicurezza, amante degli infiniti toni del grigio, io con la mia insicurezza-sicura, affascinato dal degradare tonale del colore, ma sia l'uno, sia l'altro, uniti nel credere, che in pochissimi luoghi davanti al mare, nei pomeriggi di scirocco, fosse tanto visibile il degradare dei valori tonali del colore e dessero tante sensazioni magiche, come questo piccolo lembo di sabbia, davanti al mare adriatico dalle piccole onde. Prina di diventare un "Lungomare", era una vigna di Papa Pio IX, che dava un "Verdicchio", così sapido, buono e gradevole da essere nominata "La vigna del Paradiso". La seconda particolarità, ma non ultima come importanza, "La Rotonda sul mare". Costruzione in mezzo al mare, come una nave, che come architettura ha la bellezza dell'O di Giotto, o l'uovo di Colombo, dalle linee architettoniche pure, essenziali, la cui prima ideazione si perde nella notte dei tempi della Fondazione del Borgodoro. "La Rotonda", luogo d'infiniti appuntamenti, dove nascevano e finivano struggenti, piccoli, grandi amori e dove nelle tenere, calde, lunghe sere d'estate, si ballava abbracciati al suono del tenero canto della canzone "Una rotonda sul mare" di Fred Buongusto, che ha fatto conoscere al mondo la magia della sua esistenza.
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categoria:mare, arte, pittura, rotonda