Cappe di lune, Cappe di Ragnatele, Cappe di Sogni ,
Cappe di Mare, Cappe di Piombo.
Ormai i Tempi sono immobili.
L’ultimo sole è alle porte degli universi senza domani.
Risuona di voci inudibili la clessidra del tempo.
Il ramarro riposa addormentato sognando meriggi assolati,
e il tempo sta per fermarsi.
Tutto è fermo, immota è la piuma d’alabastro
nell’aria vuota di sogni . Il melograno pensa
immobile in un cielo di cristallo viola.
L’indice fusiforme scioglie i neri capelli contro la fronte,
aggrottata di scaglie di luna.
Il ventre di donna pulsa in attesa di donarsi come una fontana assetata.
I figli ancora non nati pensano giostre dorate.
Si infrange lieve e priva di suono la risacca argentata,
mentre le ombre si allungano fino a dolcemente
morire dentro il mare, e un solitario gabbiano si dondola lieve,
incurante del tempo che passa.







