martedì, 05 agosto 2008

Cappe di lune, Cappe di Ragnatele, Cappe di Sogni ,

Cappe di Mare, Cappe di Piombo.

Ormai i Tempi sono immobili.

L’ultimo sole è alle porte degli universi senza domani.

Risuona di voci inudibili la clessidra del tempo.

Il ramarro riposa addormentato sognando meriggi assolati,

e il tempo sta per fermarsi.

Tutto è fermo, immota è la piuma d’alabastro

nell’aria vuota di sogni . Il melograno pensa

immobile in un cielo di cristallo viola.

L’indice fusiforme scioglie i neri capelli contro la fronte,

aggrottata di scaglie di luna.

Il ventre di donna pulsa in attesa di donarsi come una fontana assetata.

I figli ancora non nati pensano giostre dorate.

Si infrange lieve e priva di suono la risacca argentata,

mentre le ombre si allungano fino a dolcemente

morire dentro il mare, e un solitario gabbiano si dondola lieve,

incurante del tempo che passa.

postato da: liviodei alle ore 15:59 | Permalink | commenti (1)
Commenti
#1    07 Agosto 2008 - 13:38
 
Grazie Livio, un complimento scritto da una persona che sa scrivere, come sei tu, fa davvero molto piacere.
Un abbraccio, Manuela
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