lunedì, 01 dicembre 2008

Ti ho conosciuta in un tempo lontano,

suoni di arpe e  treni verso Vienna avviati.

Luci di stazioni e rincorrersi di ombre sui finestrini.

Alamari dorati e redingotte di nero profumate,

dormiveglia e mute parole dolcemente sussurrate.

Pensieri distratti in un’universo senza domani.

Eternità congelate, in un gioco di specchi azzurri

che brillano nel frantumarsi in mille riverberi di

vite senza senso, in un cielo di cobalto argentato.

Come sei più lontana delle americhe, ora

che il nostro incontrarsi è finito e sono ormai

solo per sempre, come un veliero senza nocchiero

in un’alba livida d’autunno.

postato da: liviodei alle ore 18:25 | Permalink | commenti
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categoria:poesia