Lunghe sono le notti vellutate di miraggi, fra le mura d’Almada,
mentre sogno l’inguine scuro della mia donna scomparsa.
Il canto dei beduini, risuona come un lamento senza tempo.
I ricordi si rincorrono come cerchi, di Ginnaste senza volto.
Mi scalpella il cuore, come punta di diamante, la tua lontananza.
Desidero i tuoi seni duri come sabbia di fornace,
levigati come pietre di mare, teneri come gocce di rugiada.
Ma i ricordi s’infrangono all'alba, contro la darsena di basalto, del porto.








