Finchè cresceranno i Glicini robusti,
voi sarete come loro risoluti.
Forti come, montagne di basalto.
Solari, come un raggio di luna,
in una notte buia di Novembre.
Vigorosi come i germogli a Primavera.
Finchè cresceranno i Glicini robusti,
voi sarete come loro risoluti.
Forti come, montagne di basalto.
Solari, come un raggio di luna,
in una notte buia di Novembre.
Vigorosi come i germogli a Primavera.

L'acqua che tocchi de' fiumi è l'ultima di quella che andò e la prima di quella che viene, così il tempo presente. Leonardo.
Benvenuto Viandante nei tempi della Fondazione . . . Non domandare, ma crea Immagini, spogliati di ogni timore, liberati della tristezza del non essere, prendi per mano il bimbo che eri, e rivedrai ancora le albe e i tramonti, ti riapproprierai dell'incanto che crea il fantastico . . . Una magnolia di maggio, l'inguine vellutato di una donna, un cielo stellato . . . E avviati assieme a tutti i te stessi senza fermarti. Ama da uomo libero ogni domani o attimo dell'ieri . . . S'innalzerà fra le stelle il bruco con ali di farfalla, ma senza dimenticarsi, senza rinunciare alla precedente dimensione
Liberati della pesante armatura del guerriero senza paura, e avviati nudo con coraggio, verso il tuo domani con tutti i tuoi sogni intatti. La Fondazione esiste dalla notte dei tempi . . . Ha donato all'uomo l'ideazione del fuoco e della ruota, lo ha aiutato ad erigere le Piramidi. E' nell'ameba e nell'ultimo granello cosmico di energia . . . Esisterà anche quando i Tempi raggiungeranno la loro ultima soglia . . . I sentieri della creazione sono ormai segnati. Benvenuto nel suo Tempo-Spazio. L'uomo colorato - Frammento
Ti canterò sempre, come la magnolia di maggio,
come le sirene di giada, come il bianco Unicorno di sfida.
Canterò il tuo coraggio splendente, di fronte alle mura di Elsinore,
canterò la tua voglia di vivere, il tuo sorriso senza età.
Mentre le onde della sera si adagiano sulle rive incantate di Giacarta.
Ora l'universo ti ama, ora tutti si accorgono di te.
Ma ormai sei solo, solo come una notte senza luna,
solo come un pescatore dopo una mareggiata di novembre,
solo come un tigre senza i suoi cuccioli.
Ormai sei adagiato . . . per sempre sulla pietra viola di Tikal.
Avevi il sole del mattino alle spalle,
il viso contro il cielo lucido di pioggia sottile.
Il caffè fumava nella piccola tazzina rotonda,
una goccia nera colava lenta nel piattino bianco.
Brillava di luce il tuo sorriso mentre ti avvicinavi ondeggiando.
Tutto in quell'attimo si era fermato,
anche le foglie scure dei lecci della piazza del
cerchio,
erano ferme contro la brezza immobile del mattino.
In quell'attimo ti ho persa . . .persa per sempre, nel lungo immobile domani senza finestre.
Abbiamo dimenticato, anche il ricordo dei figli,
che non saranno e che dovranno emigrare verso
persone lontane, senza il conforto del Padre.
L'esistenza era all'inizio del tempo.
Le soglie di giallo alabastro erano pronte per
essere varcate.
Tutto è diventato immobile da quel giorno . . .
immobile come un treno senza binari . . . immobile
come un fantino pieno di colori dopo un Palio
perduto . . .
Immobile come le foglie scure dei lecci, della
Piazza del Cerchio in un mattino di primavera.