martedì, 25 novembre 2008

Le ombre della sera si allungano come magiche
statue Etrusche, dai riflessi verderame argentato
fino a ricoprire tutto di un velo scuro.
Dal porto si sente ritmico e sordo lo sciabordare
delle piccole onde contro la banchina della
darsena come un leggero sussurro del mare prima
del dormiveglia della notte.
Sulla spiaggia, una bottiglia di plastica, con il collo tinto
di rossetto, rotola avanti e indietro, stretta fra le cabine,
con un suono ritmico cupo da tamburo tribale.
Sbuffi di bora sfilacciano filiformi nuvole argentate,
contro un cielo rossastro di fine novembre.
Una porta semiaperta, lascia scorgere una giovane donna
nell’attesa del compagno, che barcollando sta per rientrare.
Ma vuoto è il nido del cuculo, senza anima né tempo.

 

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categoria:mare, poesia, arte
sabato, 14 luglio 2007

Ti sei allontanata, ancheggiando, con i piedi nudi,

che sfioravano appena la sabbia bagnata della battigia,

senza lasciare la più lieve traccia.

Sei sparita attraverso il muro di gente del lungomare.

Come sei ormai più lontana delle americhe,

mentre alle prime luci della sera si accendono,

le lampare dei ristoranti del porto,

e da lontano si sente lo sciabordare delle chiglie delle barche,

come una nenia nelle processioni di maggio

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categoria:mare, poesia
martedì, 12 giugno 2007

Ti canterò sempre, come la magnolia di maggio,

come le sirene di giada, come il bianco Unicorno di sfida. 

Canterò il tuo coraggio splendente, di fronte alle mura di Elsinore,

canterò la tua voglia di vivere, il tuo sorriso senza età.

Mentre le onde della sera si adagiano sulle rive incantate di Giacarta.

Ora l'universo ti ama, ora tutti si accorgono di te.

Ma ormai sei solo, solo come una notte senza luna,

solo come un pescatore dopo una mareggiata di novembre,

solo come un tigre senza i suoi cuccioli.

Ormai sei adagiato . . .  per sempre sulla pietra viola di Tikal.

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categoria:mare, poesia, arte, foto, pittura, rotonda
sabato, 09 giugno 2007

Avevi il sole del mattino alle spalle, 

il viso contro il cielo lucido di pioggia sottile.

Il caffè fumava nella piccola tazzina rotonda,

una goccia nera colava lenta nel piattino bianco.

Brillava di luce il tuo sorriso mentre ti avvicinavi ondeggiando.

Tutto in quell'attimo si era fermato,

anche le foglie scure dei lecci della piazza del

cerchio,

erano ferme contro la brezza immobile del mattino.

In quell'attimo ti ho persa . . .persa per sempre, nel lungo immobile domani senza finestre.

Abbiamo dimenticato, anche il ricordo dei figli,

che non saranno e che dovranno emigrare verso

persone lontane, senza il conforto del Padre.

L'esistenza era all'inizio del tempo.

Le soglie di giallo alabastro erano pronte per

essere varcate.

Tutto è diventato immobile da quel giorno . . .

immobile come un treno senza binari . . . immobile

come un fantino pieno di colori dopo un Palio

perduto . . .

Immobile come le foglie scure dei lecci, della

Piazza del Cerchio in un mattino di primavera.

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categoria:mare, poesia, arte, foto, pittura, rotonda
lunedì, 04 giugno 2007
Fra la Rotonda e il Tennis, c'è un Lungomare, né grande né piccolo, com'esiste a Viareggio, a Riccione, oppure a Cattolica e in tantissimi altri luoghi dell'Italia centrale. Il Lungomare, delle cui vicende, proverò a raccontare, in tempi prossimi, non è più bello o più importante, e neppure più alla moda di tanti altri Lungomari di Cittadine Balneari, ma ha una particolarità, anzi due, che lo rendono unico e irripetibile fra tutti gli altri. La prima, ne ho discusso a lungo negli anni passati con il fotografo Mario Giacomelli, e sulla qual cosa non siamo mai venuti, ad un'unica conclusione. L'uno e l'altro siamo rimasti nel tempo fedeli alle nostre tesi contrapposte. Giacomelli con la sua sicura-insicurezza, amante degli infiniti toni del grigio, io con la mia insicurezza-sicura, affascinato dal degradare tonale del colore, ma sia l'uno, sia l'altro, uniti nel credere, che in pochissimi luoghi davanti al mare, nei pomeriggi di scirocco, fosse tanto visibile il degradare dei valori tonali del colore e dessero tante sensazioni magiche, come questo piccolo lembo di sabbia, davanti al mare adriatico dalle piccole onde. Prina di diventare un "Lungomare", era una vigna di Papa Pio IX, che dava un "Verdicchio", così sapido, buono e gradevole da essere nominata "La vigna del Paradiso". La seconda particolarità, ma non ultima come importanza, "La Rotonda sul mare". Costruzione in mezzo al mare, come una nave, che come architettura ha la bellezza dell'O di Giotto, o l'uovo di Colombo, dalle linee architettoniche pure, essenziali, la cui prima ideazione si perde nella notte dei tempi della Fondazione del Borgodoro. "La Rotonda", luogo d'infiniti appuntamenti, dove nascevano e finivano struggenti, piccoli, grandi amori e dove nelle tenere, calde, lunghe sere d'estate, si ballava abbracciati al suono del tenero canto della canzone "Una rotonda sul mare" di Fred Buongusto, che ha fatto conoscere al mondo la magia della sua esistenza.
postato da: liviodei alle ore 11:58 | Permalink | commenti
categoria:mare, arte, pittura, rotonda