venerdì, 22 giugno 2007

davinci2024

L'acqua che tocchi de' fiumi è l'ultima di quella che andò e la prima di quella che viene, così il tempo presente. Leonardo.

Benvenuto Viandante nei tempi della Fondazione . . . Non domandare, ma crea Immagini, spogliati di ogni timore, liberati della tristezza del non essere, prendi per mano il bimbo che eri, e rivedrai ancora le albe e i tramonti, ti riapproprierai dell'incanto che crea il fantastico . . . Una magnolia di maggio, l'inguine vellutato di una donna, un cielo stellato . . . E avviati assieme a tutti i te stessi senza fermarti. Ama da uomo libero ogni domani o attimo dell'ieri . . . S'innalzerà fra le stelle il bruco con ali di farfalla, ma senza dimenticarsi, senza rinunciare alla precedente dimensione

Liberati della pesante armatura del guerriero senza paura, e avviati nudo con coraggio, verso il tuo domani con tutti i tuoi sogni intatti. La Fondazione esiste dalla notte dei tempi . . . Ha donato all'uomo l'ideazione del fuoco e della ruota, lo ha aiutato ad erigere le Piramidi. E' nell'ameba e nell'ultimo granello cosmico di energia . . . Esisterà anche quando i Tempi raggiungeranno la loro ultima soglia . . . I sentieri della creazione sono ormai segnati. Benvenuto nel suo Tempo-Spazio. L'uomo colorato - Frammento

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categoria:poesia, arte, foto, pittura
martedì, 12 giugno 2007

Ti canterò sempre, come la magnolia di maggio,

come le sirene di giada, come il bianco Unicorno di sfida. 

Canterò il tuo coraggio splendente, di fronte alle mura di Elsinore,

canterò la tua voglia di vivere, il tuo sorriso senza età.

Mentre le onde della sera si adagiano sulle rive incantate di Giacarta.

Ora l'universo ti ama, ora tutti si accorgono di te.

Ma ormai sei solo, solo come una notte senza luna,

solo come un pescatore dopo una mareggiata di novembre,

solo come un tigre senza i suoi cuccioli.

Ormai sei adagiato . . .  per sempre sulla pietra viola di Tikal.

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categoria:mare, poesia, arte, foto, pittura, rotonda
sabato, 09 giugno 2007

Avevi il sole del mattino alle spalle, 

il viso contro il cielo lucido di pioggia sottile.

Il caffè fumava nella piccola tazzina rotonda,

una goccia nera colava lenta nel piattino bianco.

Brillava di luce il tuo sorriso mentre ti avvicinavi ondeggiando.

Tutto in quell'attimo si era fermato,

anche le foglie scure dei lecci della piazza del

cerchio,

erano ferme contro la brezza immobile del mattino.

In quell'attimo ti ho persa . . .persa per sempre, nel lungo immobile domani senza finestre.

Abbiamo dimenticato, anche il ricordo dei figli,

che non saranno e che dovranno emigrare verso

persone lontane, senza il conforto del Padre.

L'esistenza era all'inizio del tempo.

Le soglie di giallo alabastro erano pronte per

essere varcate.

Tutto è diventato immobile da quel giorno . . .

immobile come un treno senza binari . . . immobile

come un fantino pieno di colori dopo un Palio

perduto . . .

Immobile come le foglie scure dei lecci, della

Piazza del Cerchio in un mattino di primavera.

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categoria:mare, poesia, arte, foto, pittura, rotonda
lunedì, 04 giugno 2007
Fra la Rotonda e il Tennis, c'è un Lungomare, né grande né piccolo, com'esiste a Viareggio, a Riccione, oppure a Cattolica e in tantissimi altri luoghi dell'Italia centrale. Il Lungomare, delle cui vicende, proverò a raccontare, in tempi prossimi, non è più bello o più importante, e neppure più alla moda di tanti altri Lungomari di Cittadine Balneari, ma ha una particolarità, anzi due, che lo rendono unico e irripetibile fra tutti gli altri. La prima, ne ho discusso a lungo negli anni passati con il fotografo Mario Giacomelli, e sulla qual cosa non siamo mai venuti, ad un'unica conclusione. L'uno e l'altro siamo rimasti nel tempo fedeli alle nostre tesi contrapposte. Giacomelli con la sua sicura-insicurezza, amante degli infiniti toni del grigio, io con la mia insicurezza-sicura, affascinato dal degradare tonale del colore, ma sia l'uno, sia l'altro, uniti nel credere, che in pochissimi luoghi davanti al mare, nei pomeriggi di scirocco, fosse tanto visibile il degradare dei valori tonali del colore e dessero tante sensazioni magiche, come questo piccolo lembo di sabbia, davanti al mare adriatico dalle piccole onde. Prina di diventare un "Lungomare", era una vigna di Papa Pio IX, che dava un "Verdicchio", così sapido, buono e gradevole da essere nominata "La vigna del Paradiso". La seconda particolarità, ma non ultima come importanza, "La Rotonda sul mare". Costruzione in mezzo al mare, come una nave, che come architettura ha la bellezza dell'O di Giotto, o l'uovo di Colombo, dalle linee architettoniche pure, essenziali, la cui prima ideazione si perde nella notte dei tempi della Fondazione del Borgodoro. "La Rotonda", luogo d'infiniti appuntamenti, dove nascevano e finivano struggenti, piccoli, grandi amori e dove nelle tenere, calde, lunghe sere d'estate, si ballava abbracciati al suono del tenero canto della canzone "Una rotonda sul mare" di Fred Buongusto, che ha fatto conoscere al mondo la magia della sua esistenza.
postato da: liviodei alle ore 11:58 | Permalink | commenti
categoria:mare, arte, pittura, rotonda